Avvocato per separazione conviventi con figli

In presenza di figli, la legge disciplina in maniera diversa la separazione fra conviventi e coppie sposate. In questo contesto si presentano i principali aspetti da conoscere, fermo restando che per una consulenza legale approfondita è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato esperto nelle pratiche di separazione di conviventi con figli. 

Cos’è la convivenza di fatto

Il mondo giuridico ha dovuto gradualmente adeguarsi a un panorama sociale e culturale stratificato, in cui non tutti i soggetti conviventi legati da un sentimento amoroso decidono di unirsi in matrimonio. Con la legge Cirinnà del 2016 sono state introdotte nuove regolarizzazioni per quanto riguarda le coppie il cui rapporto è assimilabile a quello che deriva dal vincolo matrimoniale. In questo modo, si garantisce a una coppia convivente non coniugata una serie di diritti, come l’accesso alle informazioni sanitarie riservate del partner durante un eventuale ricovero, oppure la possibilità di ricevere un mantenimento in caso di separazione. 

Doveri nei confronti dei figli dopo la cessazione della convivenza

Diversamente da quanto avviene per le coppie sposate, i due conviventi non hanno l’obbligo di procedere formalmente per rendere effettiva la separazione: è sufficiente che smettano di convivere. Molto più delicato è il discorso relativo ai figli, i cui interessi a seguito della separazione dei genitori devono essere tutelati attraverso una regolamentazione specifica, sia essa svolta in tribunale o tramite un accordo consensuale tra i genitori. 

Quando due conviventi di fatto si separano, mantengono l’obbligo di provvedere all’assistenza e al mantenimento dei figli, sostenendoli economicamente in base alle proprie capacità reddituali e trascorrendo con loro il tempo sufficiente al fine di consolidare il rapporto. Si ricorda che con la legge 219/2012 è stata ufficialmente eliminata ogni differenza tra figli nati da coppie sposate e quelli nati da coppie non coniugate. 

L’affidamento dei figli 

Alla luce dei doveri sopra indicati, la legge stabilisce che in caso di separazione si proceda di norma all’affidamento condiviso, fatta eccezione per i casi in cui vi siano gravi e comprovati motivi che lo impediscano. Con la riforma del 2006, infatti, si è stabilito che la responsabilità genitoriale debba essere esercitata in modo condiviso da entrambi i genitori, ferma la possibilità che, nel disciplinare tempi e modalità di permanenza del bambino presso ciascun genitore, un minore possa essere collocato principalmente presso uno dei due. L’affido condiviso, dunque, non implica alcun obbligo da parte dei figli a vivere con entrambi i genitori in egual misura così come il collocamento prevalente presso uno dei genitori non implica una limitazione nell’esercizio della responsabilità genitoriale.

L’affidamento esclusivo è previsto qualora uno dei due genitori venga ritenuto inidoneo a supportare il figlio (economicamente e moralmente) in maniera costante e/o efficace. In questi casi, sebbene l’affidamento esclusivo non provochi la perdita della responsabilità genitoriale, il genitore non affidatario viene escluso dalle decisioni di ordinaria amministrazione, ma è comunque chiamato in causa per quanto concerne le questioni più rilevanti relative alla prole affidata.

La procedura per l’affidamento dei figli nati da coppie non sposate

La regolamentazione dell’affidamento e del mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio in caso di cessazione della convivenza tra i genitori può avvenire: 

  • con un procedimento congiunto, con la presentazione al Giudice di un ricorso in cui sono contenuti gli accordi redatti dai due genitori, supportati da un avvocato esperto in separazione di conviventi con figli (uno per parte) ovvero facendo ricorso alla procedura della negoziazione assistita. In questo caso, gli avvocati delle due parti si occupano della redazione di un accordo contenente le condizioni concordate dai coniugi, il quale viene poi trasmesso al P.M. presso il Tribunale del Comune di residenza (di almeno uno dei due coniugi). A meno che non vi siano condizioni contrarie all’interesse dei figli, il P.M. autorizzerà il divorzio in tempi brevi.
  • con un procedimento contenzioso, quando i due genitori non riescono ad accordarsi e si rivolgono al Giudice. In tal caso, uno dei due genitori presenta un ricorso con le proprie richieste, notificato all’altro genitore, che prima di comparire in tribunale potrà redigere le proprie controrichieste. Il giudice, ascoltate le due parti sostenute dai propri avvocati, emetterà poi il provvedimento definitive che conterrà la regolamentazione dell’affidamento e del mantenimento dei figli.

Il mantenimento dei figli 

Anche per quanto riguarda il mantenimento dei figli non sussistono particolari differenze tra una coppia sposata e i conviventi di fatto, dato che, come già ricordato, il dovere di mantenimento dei figli prescinde dal fatto che i genitori siano uniti in matrimonio o meno.

L’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento consiste nel versamento, a cadenza mensile, di una somma di denaro al genitore collocatario, destinata al soddisfacimento delle spese ordinarie (vitto, alloggio, vestiario ecc.). Non vi rientrano tutte le spese considerate straordinarie, che comprendono visite mediche, corsi di formazione, gite scolastiche e così via. Queste ultime vengono di norma suddivise al 50% tra i due genitori.

L’assegno di mantenimento si calcola tenendo conto delle esigenze del figlio e dei redditi di entrambi i genitori, in maniera proporzionale al reddito netto mensile. Non esistono criteri matematici per quantificare i contributi e le prassi dei tribunali sul punto non sono uniformi. Come già ricordato, però, i due genitori possono accordarsi al di fuori delle aule giudiziarie presentando un ricorso congiunto dove si impegnano a regolamentare anche questo aspetto.

Separazione conviventi con figli: rivolgetevi agli avvocati dello studio legale Dosi & Associati

Un avvocato esperto nella separazione di conviventi con figli può illustrarvi le modalità per regolamentare il rapporto con la prole in maniera corretta, nel rispetto di tutte le parti coinvolte. Lo studio legale Dosi & Associati, con sede a Roma ma operante in tutto il territorio nazionale mediante consulenza online, è a disposizione per accompagnarvi in questo percorso: contattateci ai nostri recapiti.

Potete compilare il form o contattarci ai nostri recapiti e richiedere un appuntamento presso il nostro studio in Roma, via Nomentana n. 257.

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